Dente che si muove: cause, rischi e cosa fare

A cura del Prof. Filippo Graziani - Professore Ordinario di Parodontologia, Università di Pisa. Già Presidente della European Federation of Periodontology (EFP).

Ha passato la lingua sui denti e ha sentito che uno si muove. È normale preoccuparsi: i denti dovrebbero stare fermi. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi la mobilità dentale si può fermare — ma solo se si agisce in tempo e nel modo giusto.

In questo articolo spieghiamo cosa significa quando un dente si muove, perché succede e quando è il momento di prenotare una visita parodontale.

 

Cos'è la mobilità dentale e quando diventa un problema

I denti non sono rigidamente ancorati all'osso: hanno una mobilità fisiologica minima, nell'ordine di frazioni di millimetro, che dipende dalla naturale elasticità del legamento parodontale. Questo movimento non si percepisce nella vita quotidiana.

Quando invece inizia a sentire che un dente si muove mentre mangia, parla o ci passa sopra la lingua, siamo di fronte a una mobilità patologica - un segnale che qualcosa nel supporto del dente non funziona come dovrebbe.

La mobilità dentale è classificata su una scala precisa:

Grado 0 - mobilità fisiologica, non percepibile

Grado 1 - movimento orizzontale fino a 1 mm

Grado 2 - movimento orizzontale superiore a 1 mm

Grado 3 - movimento sia orizzontale che verticale (il dente si muove anche premendo dall'alto verso il basso)

Se riesce a notarlo da solo, probabilmente è già al grado 1 o 2.

 

Le cause più frequenti di un dente mobile

Parodontite: la causa principale

La causa più comune di mobilità dentale negli adulti è la parodontite, quella che un tempo veniva chiamata piorrea. Quando i batteri che vivono nelle tasche gengivali non vengono eliminati, innescano un processo infiammatorio cronico che distrugge progressivamente l'osso di supporto del dente e il legamento parodontale. Con meno struttura a tenerlo in posizione, il dente inizia a muoversi.

Il problema è che la parodontite è spesso silenziosa: non fa male nelle fasi iniziali, e molti pazienti scoprono di averla proprio quando i denti cominciano a muoversi - cioè quando il danno osseo è già avanzato.

 

Altre possibili cause da non sottovaluti

Bruxismo - il digrignamento notturno sottopone i denti a forze eccessive che nel tempo allargano il legamento parodontale

Trauma - un colpo diretto può causare mobilità temporanea del dente

Gravidanza - le variazioni ormonali possono causare una mobilità transitoria che regredisce dopo il parto

Diabete non controllato - l'iperglicemia cronica peggiora la risposta infiammatoria gengivale e accelera la perdita ossea

Ascesso periapicale - un'infezione alla radice del dente che distrugge il tessuto circostante

 

Perché non bisogna aspettare

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica: non si risolve da sola e, senza trattamento, progredisce. L’osso perso a causa della parodontite non si rigenera da solo. Più si aspetta, più la malattia può progredire e più il trattamento può diventare complesso.

La ricerca scientifica dimostra che intervenire precocemente permette di stabilizzare la mobilità e, in molti casi, di ridurla significativamente. Aspettare, invece, aumenta il rischio di perdere il dente.

 

I segnali che richiedono una visita urgente

Prenoti una visita parodontale senza rimandare se nota:

  • un dente che si muove, anche di poco
  • gengive che sanguinano spazzolando i denti
  • gengive rosse, gonfie o che si sono abbassate
  • alito cattivo persistente nonostante una buona igiene
  • sensazione che i denti non chiudano più come prima
  • denti che appaiono più lunghi del solito (perché la gengiva si è ritirata)
  • dolore o fastidio durante la masticazione

 

Come viene valutata la mobilità dentale a Parocentro

Quando un paziente arriva con un dente mobile, il percorso diagnostico include la misurazione precisa della mobilità, il sondaggio parodontale per valutare la profondità delle tasche gengivali, una radiografia per quantificare la perdita ossea, e l'analisi dell'occlusione per escludere o confermare il ruolo di forze eccessive.

Solo con una diagnosi completa è possibile capire se la causa è la parodontite, il bruxismo, o una combinazione di fattori — e scegliere il trattamento più efficace per quel caso specifico.

A Parocentro utilizziamo il Protocollo Bioperio®, validato da pubblicazioni scientifiche internazionali, che permette di trattare la parodontite con un approccio minimamente invasivo e di monitorare nel tempo la stabilità dei risultati.

 

Domande frequenti

Un dente che si muove può tornare stabile? In molti casi sì. Gli studi dimostrano che dopo il trattamento parodontale la mobilità spesso si riduce significativamente, soprattutto quando il danno osseo è ancora limitato, e le visite di mantenimento (in genere ogni 3-4 mesi) servono a conservare il risultato nel tempo. L’esito dipende dall’entità del danno osseo e dalla tempestività dell’intervento. 

Un dente mobile va estratto? Non necessariamente. L'estrazione è l'ultima opzione. Nella maggior parte dei casi, anche denti con mobilità avanzata possono essere stabilizzati con il trattamento parodontale e, se necessario, con lo splintaggio — una tecnica che ancora il dente mobile a quelli vicini più stabili.

Quanto tempo ci vuole per vedere risultati? I primi miglioramenti si osservano già nelle settimane successive alla terapia non chirurgica. La stabilizzazione completa richiede alcuni mesi e viene confermata con la rivalutazione parodontale.

Il dente si muove di notte senza che me ne accorga? Se digrigna i denti nel sonno (bruxismo), i movimenti ripetuti possono contribuire alla mobilità. In questo caso il trattamento parodontale si affianca all'uso di un bite notturno per proteggere i denti.

 

Parocentro — Centro di Parodontologia, Pisa. Prof. Filippo Graziani 

 

 

21 October 2026 00:00

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