Molto spesso capita che alcune persone ci chiedono a che età cadono i denti. E’ infatti ancora molto diffusa la credenza secondo la quale, passata una certa età, sia normale che cadano i denti, un po’ come si perdono i capelli. I denti però non si perdono per vecchiaia, ma a causa di una malattia: la parodontite.

Parodontite: Cosa è

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno del dente, il cosiddetto parodonto (quindi gengive, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare). I sintomi iniziali sono silenziosi e destano pochi sospetti, infatti non è semplice per un paziente capire se è affetto o meno da tale patologia. Tra i più comuni vi sono sanguinamento gengivale (spontaneo o, in alternativa, quando si spazzolano i denti), ipersensibilità (al caldo, al freddo o ai dolci), cattivo alito, recessione gengivale e infiammazione gengivale (gengive arrossate e gonfie). Si possono riscontrare altre caratteristiche, come mobilità dentale e denti che si spostano e, nei casi più avanzati, perdita dei denti.

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Ciò che è importante sottolineare è che non esiste un’età in cui si perdono i denti. La parodontite, infatti, non è dovuta all’invecchiamento dei tessuti, ma è causata da un accumulo di batteri (placca batterica) che si forma costantemente sui nostri denti e sulle superfici dure della bocca, che se non rimossi con manovre corrette di igiene orale, sia domiciliare che professionale, possono portare allo sviluppo dell’infiammazione.

Nei soggetti più suscettibili -perché la vera determinante per lo sviluppo della parodontite è la risposta individuale dell’ospite, cioè la tendenza genetica di ogni individuo a sviluppare o meno infiammazione, ovvero la suscettibilità parodontale) - l’accumulo dei batteri contenuti nella placca dentale determina una fortissima risposta infiammatoria a livello gengivale. L’infiammazione crea un distaccamento delle gengive dai denti, formando le cosiddette tasche gengivali o parodontali. Nelle tasche parodontali i batteri proliferano e innescano una risposta infiammatoria che distrugge i tessuti, con un conseguente riassorbimento osseo. Se questo processo infiammatorio non viene arrestato attraverso il trattamento parodontale, è possibile che si verifichi, in ultima istanza, cioè quando la distruzione dei tessuti di supporto del dente è molto avanzata, la perdita del dente.

Quindi, non esiste un'età in cui si perdono i denti. Esiste la suscettibilità individuale che rappresenta la vera determinante dello sviluppo di parodontite.

Infatti i denti non si perdono per vecchiaia, ma solo a causa della patologia.

A che età si perdono i denti: L’incidenza della parodontite

Sebbene non esista una risposta alla domanda a che età cadono i denti, numerosi dati e studi scientifici ci dicono che la probabilità di sviluppare parodontite severa, nei soggetti suscettibili, aumenta con il passare dell'età.

La probabilità di sviluppare parodontite, infatti, aumenta dopo i 30 anni con un picco di nuovi casi nella fascia di età compresa tra i 35 e i 40 anni.

Inoltre, le forme gravi di parodontite aumentano con l’età, interessando oltre il 30% delle persone di età superiore ai 60 anni.

Quindi con il passare degli anni può aumentare la probabilità di perdere i denti, ma questo solo perché aumenta la probabilità di sviluppare infiammazione, anche con quadri severi.

Parodontite o Piorrea: Dopo quanto si perdono i denti e trattamento

La parodontite, conosciuta anche con il nome di Piorrea, può avere diversi stadi e gradi, differenti a seconda della gravità e del grado di progressione della malattia. Le nuove linee guida entrate in vigore nel 2017, in cui il Professor Graziani-fondatore di Parocentro- ha preso parte alla loro stesura, suddividono la parodontite in quattro stadi:

  • Stadio 1: Parodontite iniziale

Fase iniziale che confina con una gengivite (infiammazione delle gengive) e che determina un’iniziale perdita di attacco.

  • Stadio 2: Parodontite moderata

La perdita di attacco (che potrebbe essere riassunto come distacco tra dente e gengiva - leggere box di approfondimento) è più profonda e può verificarsi un maggiore riassorbimento osseo.

  • Stadio 3: Parodontite grave

L’assenza di trattamento ed il conseguente avanzamento della malattia rendono la perdita di attacco e il riassorbimento osseo più evidente. In questo caso può verificarsi anche perdita dentale. Tuttavia la funzione masticatoria non risulta compromessa.

  • Stadio 4: Parodontite avanzata

Questo è lo stadio più avanzato, in quanto senza un valido trattamento la perdita della dentatura è inevitabile, con una conseguente compromissione della funzione masticatoria e dell'estetica, oltre che una diminuzione della qualità di vita del soggetto.

Perdita di attacco parodontale: Cosa è? La perdita di attacco rappresenta la misura dalla giunzione amelo-cementizia (punto dove finisce la corona e inizia la radice) ed il fondo della tasca gengivale. Quindi, se non c'è recessione (gengive che si sono ritirate), la perdita di attacco è praticamente uguale alla profondità della tasca, se invece c'è recessione visibile, è data dalla profondità di sondaggio sommata alla misura della recessione.

La perdita dei denti, dunque, si può verificare a partire dallo Stadio 3 di parodontite. Non è possibile sapere con certezza, tuttavia, dopo quanto tempo si arrivi a uno Stadio 3 di parodontite e dopo quanto cadano i denti. Oltre al fatto che i primi sintomi sono spesso silenziosi, lo sviluppo e l’avanzamento della parodontite sono influenzati da numerosi altri fattori, come la genetica, la predisposizione individuale, lo stile di vita e l’igiene orale, quindi individuare un preciso arco di tempo entro il quale cadono i denti, risulta quasi impossibile.

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Ecco perché è importante captare i primi campanelli d’allarme della parodontite per sottoporsi ad un adeguato trattamento ed evitare le conseguenze più importanti, come la perdita dei denti. In conclusione, è fondamentale sottolineare ulteriormente che la domanda “A che età cadono i denti?”, non ha una risposta assoluta, se non quella dettata dal tuo corpo e dalla tua suscettibilità individuale. Se hai un qualsiasi dubbio puoi rivolgerti al nostro centro specializzato in patologie che colpiscono le gengive.

Bioperio è un metodo sviluppato attraverso ricerche condotte all’Università di Pisa e all’University College di Londra e grazie all’esperienza diretta del professor Graziani e del suo team di ricerca clinica.

Bioperio è ampiamente validato mediante pubblicazione su riviste scientifiche internazionali di settore e viene applicato quotidianamente nell’ambito dell’attività clinica di PAROCENTRO, sin dalla sua fondazione nel 2012 da parte del Professor Filippo Graziani.

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Fonti: